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ultima modifica: claudio giannasi  12/09/2014

Romano Franchi eletto nuovo Presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese

notizia pubblicata in data : domenica 03 agosto 2014

E’ Romano Franchi, Sindaco di Marzabotto, il nuovo Presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese.

59 anni, alla guida dell’Amministrazione Comunale di Marzabotto dal 2009 e rieletto con oltre il 75% dei voti nel maggio scorso, Franchi è laureato in Ingegneria e nell’arco della sua carriera professionale ha svolto ruoli di Direzione in diverse realtà aziendali.

Prima dell’attuale esperienza di “primo cittadino” aveva già ricoperto la carica di Sindaco di Marzabotto dal 1985 al 1993.

 “L’Unione che immaginiamo –  spiega il nuovo Presidente Romano Franchi – deve essere in grado di produrre in tempi brevi un progetto integrato di cura e sviluppo del territorio del nostro Appennino, deve cioè diventare il polo in grado di ricevere le sollecitazioni dei Comuni e quindi dei cittadini e di ricondurle all’interno di linee programmatiche condivise per essere poi concretizzate attraverso azioni dirette o direzionate agli enti sovraordinati superiori.

Nello stesso modo, deve essere il referente autorevole degli enti superiori nelle tematiche sovraordinate, come ad esempio il Piano Regionale di Sviluppo Rurale o la gestione integrata del ciclo dei rifiuti o delle risorse idriche, per poi direzionare le tematiche al livello proprio delle Amministrazioni Comunali”.

“Le emergenze da affrontare rapidamente – prosegue Franchi – sono la difesa del territorio dal dissesto idrogeologico e la creazione di opportunità di lavoro. Esigenze che, tra l’altro, spesso si incrociano tra loro. La prima si sconfigge certo attraverso una politica di prevenzione che eviti fenomeni franosi ed esondazioni, ma anche e soprattutto con il sostegno ai produttori agricoli, quindi favorendo la loro presenza sul territorio. La seconda, sostenendo in tutti i modi le attività agricole, agrituristiche, il turismo culturale, ambientale e sportivo, le aziende artigianali ed industriali, soprattutto quelle che investono in innovazione tecnologia”.

Più in generale, le azioni dell’Unione “dovranno muoversi all’interno di un Piano di Sviluppo Territoriale dell’Appennino, una programmazione, che dovremo costruire attraverso un confronto partecipativo il più ampio possibile con tutto il tessuto sociale e umano dei nostri Comuni”.

Diverse le priorità che, secondo il Presidente, saranno oggetto della programmazione ed azione dell’Unione nel corso del mandato. L’Agricoltura, per la quale “occorre rilanciare una progettualità sulla produzione di qualità di tutte le nostre valli con la creazione di un Bio Distretto atto a promuovere l’associazionismo degli agricoltori, qualificando l’aspetto rurale, favorendo un rapporto stretto tra produttori locali, commercianti e ristoratori per attuare una vera filiera corta con evidenti vantaggi per i consumatori. Occorre affrontare inoltre il problema della fauna selvatica, applicando il controllo dovuto sulla popolazione degli ungulati e promuovendo la filiera della carne di selvaggina”.

La Cultura e Turismo sostenibile, tema centrale, per il quale si opererà “mettendo in rete tutte le eccellenze del nostro territorio, naturali, paesaggistiche, artistiche, archeologiche, storiche, valorizzando il nostro patrimonio, le tradizioni ed i prodotti locali”. Riguardo alla Cura, tutela e difesa del suolo, oltre a quanto già accennato, “l’Ente deve programmare gli interventi di propria competenza, in rapporto stretto con l’Ufficio tecnico del Bacino del Reno ed il Consorzio della Bonifica Renana”.

Poi, ancora, lo Sviluppo delle filiere locali riguardo al quale “l’Unione deve essere protagonista nella definizione delle tematiche che riguardano tutti gli aspetti produttivi locali: agro-alimentari, forestali, artigianali ed industriali”. L’Ambiente ed energie rinnovabili, tematica da affrontare “mantenendo un rapporto continuo e sinergico sulle politiche di tutela ambientale e sviluppo sostenibile con i due Parchi presenti sul territorio”.

Punto importante è, inoltre, quello del Trasporto pubblico, in particolare quello ferroviario, che “va difeso e possibilmente reso più efficiente (qualità del materiale rotabile, tempi di percorrenza, metropolitana di superficie), mentre quello stradale richiede investimenti importanti da parte dell’ANAS e dell’attuale Provincia di Bologna (domani Città Metropolitana)”.

Così come i Servizi sociali e Socio-sanitari “che saranno gestiti in forma associata dal nostro Ente che diventa così l’unica forma di gestione pubblica. A tale proposito occorrerà un notevole impegno per fare fronte a tutti gli adempimenti nei tempi previsti dalla norma”. E i Servizi Idrici e Rifiuti, i Rapporti con il GAL, la Scuola e l’Istruzione, ambito, quest’ultimo, per il quale si dovrà operare “difendendo la scuola pubblica in un territorio che ha delle peculiarità che non vanno cancellate”.

Temi di rilievo sono, poi, secondo Franchi, quello relativo ai Finanziamenti europei riguardo ai quali occorre attrezzarsi sia dal punto di vista politico, sia tecnicamente, per cogliere al meglio le opportunità; la Trasparenza e semplificazione che dovrà vedere gli uffici dell’Unione svolgere il proprio compito con la volontà di semplificare e rendere trasparenti i processi autorizzativi. E l’Allargamento dell’Unione che, conclude Romano Franchi, “rimane uno dei nostri obbiettivi perché è giusto ed opportuno che l’Appennino Bolognese sia rappresentato in modo unitario”.

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