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ultima modifica: claudio giannasi  12/11/2017

“Crinali. Confini: luoghi di incontro e non muri da erigere”, tre concerti in Appennino

notizia pubblicata in data : mercoledì 25 ottobre 2017

“Crinali. Confini: luoghi di incontro e non muri da erigere”, tre concerti in Appennino

Contribuire al rafforzamento di una cultura d’integrazione attraverso la musica nei territori della montagna bolognese, dove si sperimentano forme di convivenza, dialogo e reciproca conoscenza tra le persone di diverse origini che vi abitano.

Questo l’obiettivo di Crinali. Confini: luoghi di incontro e non muri da erigere, rassegna di tre concerti organizzata dall’Unione dei Comuni Appennino bolognese e dalla Cooperativa sociale Lai-momo (con la Direzione artistica di Crinali, sotto la guida di Claudio Carboni e Carlo Maver e la Direzione tecnica di Marco Tamarri) in collaborazione con l’Associazione Africa e Mediterraneo e i Comuni interessati, Fondazione Carisbo, Pro Loco di Riola, Archivio Museo Cesare Mattei, Strada dei Vini e dei Sapori MontagnAmica.

Tre serate, a ingresso gratuito, dove le affascinanti sonorità del maghreb, e più in generale dell’Africa, saranno accompagnate da gustosi assaggi etno-gastronomici, all’insegna dell’incontro fra le tradizioni culinarie.   

Ogni concerto sarà introdotto da un breve momento di informazione sulle attività promosse da Lai-momo e Africa e Mediterraneo per l’inserimento sociale e culturale delle persone accolte nei comuni dell’Appennino.

Primo appuntamento sabato 28 ottobre, ore 20.30, alla Rocchetta Mattei (SP 62 Riola/Savignano, nel comune di Grizzana Morandi).

Tema della serata: “La formazione e il reinserimento lavorativo: un’opportunità per italiani e stranieri”.

Ad esibirsi in concerto sarà Kalifa Konè (Balafon, Kamale n’goni, percussioni).

Nei suoi suoni gli strumenti tradizionali africani, sapientemente amalgamati in un sottile e prezioso equilibrio tra composizione e improvvisazione, tracciano una rotta immaginaria nella mappa dello spirito musicale umano ed evocano profumi di terre mitiche e lontane. Un afro/jazz/blues ricco e sorprendente, ipnotico, onirico ma anche sensuale e trascinante, che percorre l’Africa sulle tracce del suono ancestrale su cui fonda gran parte della musica contemporanea. Una pozione di diverse culture, tradizioni e sonorità fuse in un’unica “mistica” voce.

A seguire catering, curato da Paolo Canto, Direttore della Strada dei Vini e dei Sapori MontagnAmica, come tutti i buffet delle tre serate.

Sabato 11 novembre, ore 20.30, l’appuntamento è alla Biblioteca di Monzuno (Via Casaglia 1). Tema della serata: “Le attività di volontariato: un modo per inserirsi, crescere e contribuire alla comunità”.

Il concerto vedrà protagonisti Reda Zine (voce e guembri) e Amine Ezzalzouli (voce, percussioni e krakeb).

Musicista e cantante originario di Casablanca, Zine è il fondatore del Fawda Trio che si è esibito in Italia con il musicista marocchino accompagnato alle tastiere da Fabrizio Puglisi e da Danilo Mineo alle percussioni. Un progetto che naviga tra repertorio sacro e profano testimoniando un patrimonio musicale aperto alle influenze di altri linguaggi. Un incontro inedito fra tradizione e innovazione che attinge dalle sonorità della musica Gnawa marocchina, dell’elettronica e del jazz contemporaneo da Sun Ra a Coltrane.

A seguire catering.

La terza serata si terrà venerdì 17 novembre, sempre alle ore 20.30, presso il Polo laboratoriale e di accoglienza di Lama di Reno (via Lama di Reno, 34), nel comune di Marzabotto. In apertura, la presentazione della pubblicazione “La strada dell’asino”, testi di Rashid Mirza, illustrazioni di K. Gul, ospiti del centro di accoglienza straordinaria di Ponte (Grizzana Morandi). Una copia gratuita del libro sarà donata a ciascun partecipante.

Il concerto vedrà protagonista Marzouk Mejri (voce e percussioni).

Marzouk nasce a Tebourba, in Tunisia, da una famiglia di musicisti. Attento studioso delle tradizioni, cantante, polistrumentista, la darbouka è lo strumento con il quale raggiunge livelli virtuosistici assoluti.

Vive a Napoli, dove è leader di vari progetti come “Darbouka Forever” che celebra i suoi ventidue anni in Italia, fatti di esperienze musicali e confronto con tanti importanti artisti.

“Darbouka Forever” è essenzialmente imperniato su quattro stili musicali: lo stambeli, rituale terapeutico associato alla diaspora sub-sahariana; la sulemyya, espressione molto raffinata del misticismo; lo schaabi d’impronta rurale e il maluf, denominazione assunta in Tunisia dalla musica arabo-andalusa.

A seguire catering.

Per informazioni: Marco Tamarri +39 340 1841931

marco.tamarri@unioneappennino.bo.it 

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